Atteggiamento positivo? Non basta

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Quando lavoro con un cavaliere in vista di una competizione, il primo passo che sono solita fare è andare a lavorare su un elemento che ho notato essere spesso trascurato quando si realizza il programma di preparazione ad una competizione: l’approccio mentale in vista di una gara.

Prima di approfondire le mie conoscenze sul mondo del Coaching, ero convinta che i coach fossero quei personaggi bizzarri che predicano il famoso atteggiamento positivo. Della serie “Devi pensare che in gara andrà tutto meravigliosamente bene! Vedrai che niente andrà storto!”

ASSOLUTAMENTE NO!

Creare e migliorare l’approccio mentale alla competizione è molto più di avere questo fantomatico (e mi permetto di dire a volte molto snervante) atteggiamento positivo. Consiste nel creare dentro di te le condizioni migliori per renderti forte di fronte alle pressioni, le distrazioni e le interferenze esterne, e ti porta a performare al massimo delle tue capacità. 

In sostanza, ti fa prendere in mano le redini di tutto ciò che è sotto il tuo controllo lasciando stare tutto il resto. 

Un concetto decisamente diverso rispetto a quello che pensavo. 

Il mio lavoro non consiste nell’aiutare gli atleti a vedere sempre tutto positivo. Far credere loro che non troveranno mai, in nessun modo e in nessun caso, delle difficoltà durante una gara significherebbe negare l’evidenza. 

Il mio lavoro consiste nell’allenare gli atleti a rispondere nella maniera più utile alle difficoltà che è molto probabile ci saranno.

Una volta in un articolo che trattava proprio di questo tema, ho letto di come numerosi studi abbiano dimostrato come, in un gruppo di atleti con lo stesso livello tecnico, quelli che performano meglio sono coloro che si allenano mentalmente. 

Quindi, quando affini le tue capacità tecniche in sella diventi un bravo cavaliere. E quando ti assicuri di essere anche nella miglior condizione mentale per raggiungere il risultato che desideri, allora diventi un cavaliere bravo… e capace di fare la differenza!

Ma cosa si intende con “essere nella miglior condizione mentale”? Significa creare dentro di te le condizioni ideali per sfruttare le infinite risorse della mente a tuo vantaggio. Consiste nell’allineare le tue convinzioni, il tuo dialogo interno e la tua identità, e vedere come l’allineamento di tutti questi elementi contribuisce a migliorare la tua realtà esterna. 

Hai mai pensato a quanto sono fondamentali le convinzioni che abbiamo quando vogliamo ottenere qualcosa?

Quello che un cavaliere crede, quello che pensa sia possibile o impossibile è fondamentale per determinare il suo risultato finale.

Lo spiega anche lo psicologo canadese Alfred Bandura nel concetto dell’aspettativa di auto efficacia

Secondo questa teoria, le persone convinte di “poter fare” innalzano le performance al livello delle loro aspettative, mentre coloro che ritengono di “non poter fare” mantengono le proprie prestazioni sempre allo stesso livello, o addirittura le peggiorano. In altre parole, quando non sei convinto di qualcosa è come se stessi dicendo al tuo sistema nervoso di limitare o eliminare la tua abilità di produrre quel determinato risultato. Crei dei limiti a ciò che puoi ottenere, e smetti di cercare delle strade per abbatterli.

Soltanto per un attimo, vai con la mente a quella volta in cui eri in uno stato negativo, quando hai dato ascolto a quella vocina infame e ti sei arreso senza nemmeno tentare. Ti senti nelle condizioni per agire e avvicinarti sempre di più a ciò che desideri? Probabilmente no. 

Quando ci ripetiamo di continuo convinzioni inutili come “tanto non ce la fai…”, ci stiamo allenando a nutrire il pessimismo, la procrastinazione e la non azione.

Ecco che allora quando ti lamenti e concentri l’attenzione su tutto ciò che non puoi fare con tutte le cose che non hai (o che non hai più), rimani lì dove sei. Non agisci e di conseguenza non ottieni quello che vuoi. Quando invece concentri l’attenzione su tutto ciò che puoi fare con tutte le cose che hai, troverai sempre un motivo per andare avanti nonostante le avversità e raggiungere quello che desideri. 

Per farla breve, Alfred Bandura insegna che il modo in cui vediamo le cose finisce per cambiare le cose stesse.

E tu? quali sono le tue convinzioni? In che modo influenzano i tuoi risultati? Credi che il tuo approccio mentale alla gara avrebbe bisogno di essere rivisto?

4 consigli per non dimenticarti più il tuo percorso

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Ricordo come se fosse ieri la prima volta in cui ho dimenticato il percorso: mi sono giocata la categoria perché non mi ricordavo più dove fosse l’ultimo salto… Ci sono letteralmente passata affianco! 

Una volta uscita dal campo quando il mio istruttore mi ha chiesto spiegazioni non sapevo che cosa rispondergli. Sapevo solo che per la prima volta nella mia vita stavamo facendo il miglior tempo della categoria, e che all’improvviso in testa è arrivato il vuoto più totale.

Se sei cavaliere molto probabilmente sai di cosa parlo: quella situazione in cui stai terminando la parabola del salto e improvvisamente non ti ricordi più dove devi andare. Tendenzialmente capita in due casi, uno l’opposto dell’altro:

  • Quando sentiamo troppo la pressione della gara
  • Quando l’ansia non la sentiamo per niente… Anzi, siamo fin troppo rilassati. 

Oggi voglio darti 4 consigli per allenare la tua mente a non dimenticare più il tuo percorso.

  1. Fai Pulizia della Mente – La chiave più importante per memorizzare qualsiasi cosa è essere calmi e avere la mente lucida. Quando sei nervoso o stai facendo un milione di cose nello stesso momento, c’è un’alta probabilità che tu abbia troppa confusione in testa per poter memorizzare bene il percorso. Perciò, prenditi un momento per te prima di salire a cavallo per fare pulizia della tua mente. Vai in un posto tranquillo e silenzioso, e focalizza la tua attenzione su di te, il tuo cavallo e il percorso che dovete portare a termine.
  2. Entra nello stato d’animo di cui hai bisogno – Una volta focalizzato, metti l’attenzione dentro di te e chiediti come ti stai sentendo. Se ti senti troppo nervoso, prenditi un paio di minuti per respirare profondamente. Se invece al contrario sei troppo rilassato e vuoi caricarti, datti una svegliata saltellando sul posto con energia.
  3. Visualizza quello che stai per fare – Questo tema lo abbiamo in parte trattato quando ti ho parlato della routine pre-gara.  Visualizzare significa immaginare una determinata situazione. In questo caso, immagina il percorso che stai per andare a fare. (N.B. Se non hai possibilità di farlo da terra, sentiti libero di farlo mentre sei in sella. Prima di entrare in campo gara prenditi un paio di minuti per visualizzare il tuo percorso) Immagina le persone sugli spalti, la musica, la voce dello speaker che annuncia il vostro nome. Senti la sensazione di connessione con il tuo cavallo, il giusto ritmo di galoppo, vedi i salti colorati intorno a te. Immagina come entrerai in campo, l’alt e i due passi indietro prima di partire, come imposterai il tuo galoppo e procederai verso il numero uno. Vedilo con gli occhi della tua mente, come se stessi già affrontando il percorso. Visualizza ogni singolo dettaglio. Come vuoi affrontare le linee, le girate e come mantieni il tuo ritmo costante durante tutto il percorso. Visualizza anche come sei più sicuro di te stesso, basta guardare la tua posizione in sella per capirlo, e senti come è tutto sotto il tuo controllo. Adesso ripeti l’intero percorso dal momento in cui entri in campo a quello in cui esci … tre volte! Se si tratta di un percorso molto difficile o tecnico sentiti libero di visualizzarlo anche più volte, ma poi lasciati andare e fidati di te stesso e del tuo cavallo.
  4. Pratica, pratica e pratica… L’ho già detto Pratica? – Più ti alleni a concentrare la tua attenzione su un unico aspetto, a rimanere con la mente nel Qui e Ora, più sarai capace di memorizzare le informazioni. Per fare pratica, in allenamento prima di salire in sella decidi su quale aspetto ti vuoi focalizzare oggi … Il tuo respiro, per esempio. Mentre sei in sella, allenati a far tornare la tua attenzione sulla tua respirazione ogni volta che ti distrai. In questo modo allenerai la tua abilità di rimanere focalizzato e lasciare andare velocemente le distrazioni.

Mi rendo conto potrebbe sembrarti un po’ strano fare esercizi di questo tipo. È normale che sia così, soprattutto se è la prima volta che li fai. Però ricorda: quando vuoi ottenere un risultato diverso, devi fare qualcosa di diverso!

Fammi sapere come va,

Buon allenamento!

Cavalieri con il sangue freddo

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Talento naturale o risultato di un duro lavoro?

Durante uno degli ultimi Workshop sul mental coaching negli sport equestri che sono solita tenere nei maneggi che vogliono dare ai propri cavalieri un’arma vincente in più per raggiungere risultati eccellenti, abbiamo parlato di come per i cavalieri di alto livello sia diventato quasi un uso comune rivolgersi ad un Mental Coach. 

Molti sono rimasti stupiti da questo fatto. 

È infatti uso comune pensare che il “sangue freddo” con cui gli atleti di alto livello competono nel loro sport, sia qualcosa che “o ce l’hai, o non ce l’hai”. Una sorta di talento naturale che hai la fortuna di avere fin dalla nascita, e non il frutto della messa in pratica di abitudini che portano ad affrontare situazioni di alta pressione con l’atteggiamento dei campioni. 

Quello che spesso le persone ignorano, è che le tecniche di coaching non servono soltanto a superare le paure, lavorare sull’autostima o su tematiche legate all’ansia da prestazione. Queste tecniche sono efficaci anche e soprattutto per ottimizzare e rendere ancora più frequenti nel tempo i risultati positivi che stai già ottenendo.

Uno dei miei obiettivi principali quando lavoro con un atleta interessato a migliorare le proprie performance è quello di aiutarlo ad affinare le abilità che ha. Mi adopero per renderlo consapevole delle strategie mentali che ha utilizzato – spesso senza rendersene conto – tutte le volte che ha raggiunto un risultato positivo. La consapevolezza che ne deriva gli permetterà di avere delle basi ancora più consistenti per ricreare quei risultati positivi nelle sue performance future. 

Non sono un preparatore tecnico.

Non sono un’istruttrice.

Sono una Mental Coach. Quello che faccio è trasmettere ai cavalieri le tecniche per allenare e rafforzare i muscoli della loro mente, esattamente come farebbe un Personal Trainer che ti presenta un programma di allenamento per migliorare la forza e la resistenza dei muscoli del tuo corpo. 

Quando vuoi affinare le tue abilità a cavallo e migliorare l’esecuzione tecnica sul salto, nelle riprese di dressage o nei percorsi in campagna, allora assumi un tecnico che ti trasmette metodi e abilità per migliorare le tue capacità e le tue prestazioni. 

Assumere un Mental Coach non è diverso.

Io aiuto i cavalieri a tirare fuori le risorse che rendono la loro mente più forte di fronte alle difficoltà e migliorano la loro capacità di concentrazione. 

Non è vero che i cavalieri professionisti non sentono la tensione della gara. Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. 

Da cavaliere che vuole dare il meglio di sé quale sei, non sentiresti un pochino di pressione prima di affrontare un percorso del circuito di Coppa del Mondo? È pressoché inevitabile.  

Quindi, dal momento che anche i grandi professionisti soffrono di ansia da prestazione, perché non dovresti provarla anche tu? È assolutamente normale. Anzi, è positivo provarla, perché rende i nostri sistemi sensoriali più attenti e reattivi, quindi di fatto può migliorare la tua prestazione… Quando sei capace di controllarla adeguatamente.

È questo che rende la capacità di gestire la pressione così importante. 

Ci sono diversi ingredienti che vanno considerati quando viene creata la ricetta per un programma specifico e su misura per un atleta, a qualsiasi livello sia. Tutti questi ingredienti combinati tra loro danno vita ad una formula che, quando allenata con costanza nel quotidiano, diventa quel “qualcosa in più” che ti permette di fare la differenza. 

L’esempio di uno di questi ingredienti è la respirazione

Ti sarai già reso conto di come il nostro battito cardiaco aumenti quando siamo sotto pressione. Un uso controllato e specifico del respiro ci dà un primo controllo su quello “stato di eccitazione” a cui un atleta è sottoposto prima e durante una performance. Considera che se il nostro cervello fosse una macchina, l’ossigeno sarebbe – insieme all’acqua – il carburante necessario per poter metterla in moto e usarla su strada. 

Ecco un breve riassunto degli altri ingredienti da utilizzare per creare la ricetta perfetta per migliorare le tue performance: 

  1. La gestione del nostro dialogo interno – Cosa ti dici prima e durante una performance? È da qui che si parte per imparare a dare la giusta direzione alla nostra attenzione, evitando inutili dubbi e negatività.
  2. Tecniche di visualizzazione – rivivere mentalmente uno specifico momento di successo passato, o immaginare quello che vivrai quando sarai riuscito a raggiungere il tuo traguardo. 
  3. Convinzioni e identità – l’idea che abbiamo a proposito di chi siamo e ciò che facciamo è la chiave dei nostri comportamenti e delle nostre azioni. Che tipo di cavaliere vuoi essere? Quali ambienti ti piacerebbe frequentare? Quali azioni vorresti mettere in atto in quegli ambienti? Quali abilità equestri vorresti sviluppare? Quali sono i tuoi valori da cavaliere? Cosa ti spinge a fare parte di questo mondo? Ricordati che l’equitazione riflette quello che siamo, quindi quando non sai rispondere a queste domande i tuoi risultati rifletteranno la confusione che hai in testa.
  4. Ancoraggi – la capacità di connettere degli stimoli a stati emozionali specifici. Ad esempio, per me stringere con forza il pugno destro mentre sono alla porta del campo significa rievocare in me una forte sensazione di forza, preparazione e sicurezza che mi saranno utili per affrontare il percorso dando il meglio di me stessa.

Vuoi diventare un cavaliere dal “sangue freddo”? 

Con l’allenamento mentale è possibile. 

Fatti aiutare da un Mental Coach per combinare insieme i giusti ingredienti, mettili in pratica ogni giorno, e presto tirerai fuori la versione migliore del cavaliere che sei.